Cosa visitare

La valle d’ Itria

La Valle d’Itria rappresenta il cuore verde della Puglia, il luogo in cui l’acqua, così avara e quasi assente dal territorio perché nascosta e sprofondata nei fiumi carsici del sottosuolo, qui si raccoglie come in una oasi e celebra la sua fantastica potenza.
Selve e boschi lungo i dolci pendii dei rilievi Sud: orientali, pascoli ed orti nel centro fino a raggiungere nel tarantino la dimensione della foresta con il Bosco delle Pianelle.
Il nome stesso della valle rimanda all’acqua ed alle sue antiche vestigia greche, così come la Cuercus Trojana è l’albero che caratterizza tutti i boschi del territorio.

Martina Franca

cosa-vedere-a-martina-francaQuesta cittadina è chiamata anche “Regina del Barocco”; collocata sui versanti orientali della Murgia ha origini antiche risalenti al secolo X °, intorno ad un antico insediamento sul Monte San Martino. L’antica Martina divenuta Franca con Filippo II° d’Angiò che accordò diritti e franchigie a coloro che volessero abitarvi. Doverosa sarà una visita al Palazzo Ducale del XVII° secolo, voluto fortemente dagli Orsini, sede attuale del Municipio e, durante l’estate, del celebre Festival della Valle d’idria. Proseguendo nella antica città il visitatore potrà ammirare la Collegiata di San Martino di stile barocco, mentre il campanile di epoca precedente è di stile romanico. Sulla Via Principe Umberto sarà possibile osservare numerosi edifici barocchi tra cui Palazzo Motolese e Palazzo Grassi.
Nei dintorni di Martina, tra paesaggi incantevoli e profumi tipicamente mediterranei, si estende per 1.300 ettari il Bosco delle Pianelle, caratterizzato da specie come il fragno, il leccio, il carpino e l’orniello. Il bosco è attraversato da due formazioni carsiche molto particolari: la Gravina della Pianelle e quella del Vuolo. Poiché il territorio si presta ad interessanti passeggiate non si deve trascurare la visita alla Riserva Naturale Statale Biogenetica delle Murge Orientali e la Masseria Galeone posta al centro della medesima. Golosa è la cucina locale: profumate orecchiette ed ottima carne alla brace sono i cibi più noti; ma lo squisito Capocollo, la ricotta forte, i fegatelli, le fave con le cicorie e le braciole saranno quelli da non dimenticare. Per gustare la cucina locale si segnalano il Ristorante del Villaggio e il Sun Flawer insieme al Ricci e alla Locanda del Signor G prepareranno squisite braciole d’asina.

Cisternino

cosa-vedere-a-cisterninoE’ la città più antica di tutta la Valle D’Itria, ricca di storia e di tradizioni. Fu possesso romano con il nome di Sturnium, quindi scelta nei secoli VII° e VIII° come sede dei monaci Basiliani. Nel Cinquecento fu dominata da Venezia, quindi divenne feudo del Marchese Del Vasto.
Dall’alto della villa comunale si domina l’intera Valle d’Idria, mentre tra i luoghi da visitare si segnala la chiesa di San Nicola dove si trova una Madonna col Bambino, una scultura attribuita a Stefano da Putignano. Notevoli la Torre Comunale d’età normanno-sveva, nonché un’altra torre che faceva parte della cinta muraria aragonese. Le gustose bombette il risotto mari e monti soddisferanno il palato presso il Fornello Pronto e la Taverna della Torre. Mentre la moderna struttura de Lo Smeraldo accoglierà il visitatore più esigente, desideroso di provare le “foglie di ulivo con vongole veraci e gamberetti”, o le celebri “fave e cicorie” e “orecchiette con cime di rapa”.

Locorotondo

cosa-vedere-a-locorotondoDomina la Valle d’idria dalla cima di un colle: si tratta di un centro agricolo anticamente chiamato Casale San Giorgio e successivamente Casale Rotondo  per via della forma circolare della sua topografia. Domina la chiesa di San Giorgio in stile barocco, mentre la chiesa di Santa Maria la Greca è di ispirazione romanica-gotica.
Presso la Trattoria Centro Storico si potranno gustare le famose orecchiette nere con le rape e la “taglierina” fatta in casa con sugo di baccalà o ragù.

 

 

Alberobello

cosa-vedere-alberobelloVera capitale mondiale dei trulli, caratterizzata da un antico centro che risale al XV° secolo; fondato dai Conti Acquaviva di Conversano. Il nome deriva dalla forma latina Silva Arboris Belli: un bosco di cui esistono ancora tracce. Inserito dall’UNESCO tra i luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità, rievoca con la bellezza e la suggestione dei trulli un mondo di fiaba.
Il rione Monti insieme a quello denominato Aia Piccola, accoglie più di mille trulli raggiungibili da ben sette strade differenti, che si riuniscono alla sommità della collina presso la chiesa di Sant’Antonio; anche questa a forma di trullo.
Lo spettacolo dei trulli nel rione Aia Piccola, rievoca un borgo medievale conservandone l’atmosfera magica, anche a distanza di tempo.
La cena ad Alberobello sarà a base di involtini di interiora di agnello, di favolose orecchiette al ragù, e di prodotti caseari come mozzarelle, caciocavallo, burrate e formaggi freschi. Vi accoglieranno il Trullo d’oro, l’Aratro nel centro storico e il Ristorante da Lino presso il rione Monti.
Il Trullo Generale offrirà oltre alle note attività, passeggiate a cavallo (link) e corse in bicicletta.

Ostuni

cosa-vedere-a-ostuniLungo la direttrice adriatica si potrà facilmente giungere a centro di Ostuni, la città bianca. Spicca in un territorio estremamente armonioso, punteggiato da case terrazzate, dai vicoli stretti tanto da ricordare l’intrigo di una casbah. La città ha origini messapiche, e conobbe una vera affermazione economica e strategica in età romana. Fu variamente saccheggiata da Longobardi e Saraceni; mentre furono i Normanni che, attraverso la coltivazione dell’ulivo, ne svilupparono la vocazione mercantile. Passata dagli Angioini agli Aragonesi ebbe grande splendore sotto Il dominio del Ducato di Bari. Nel vasto e suggestivo Borgo Antico solcato da stradine e scalinate che salgono al colle, si erge a metà del percorso al cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Questa chiesa indica in modo chiaro il valore e il prestigio della città; si esprime in stile tardogotico e si apre con tre portali, presentando un rosone costituito da 24 raggi.
Di fronte al Duomo si innalza il Palazzo Vescovile adorno di uno splendido arco con una loggetta sovrastante. Notevoli il Palazzo Municipale e la chiesa dello Spirito Santo. D’obbligo la visita al Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale: vi si conserva lo scheletro della più antica madre del mondo, ritrovato nelle grotta di Agnano: una donna con il suo bambino che è stata chiamata Delia.
Sarà oltremodo interessante raggiungere le strade collinari con vista sulle Murge; nonché visitare le numerose grotte naturali dove è possibile ritrovare antichi affreschi dei monaci basiliani che le abitavano.
Tra le località da visitare ricordiamo la Masseria Pizzucco con la chiesa di San Biagio del secolo XII°, o i cosiddetti Monti della Badessa, a circa tre chilometri da Ostuni dove sorge il Santuario di Sant’Oronzo, costruito alla fine del Seicento. A circa due chilometri da Ostuni, si potrà visitare un’altra interessante costruzione: la chiesa di Santa Maria la Nova. Il visitatore che giungerà d’estate non avrà che l’imbarazzo della scelta, andando al mare e potendo scegliere tra i numerosi stabilimenti e le suggestive ed accoglienti marine di Rosa Marina, Villanova, Costa Merlata, Torre Canne e Savelletri.
Non certo più difficile sarà la scelta del ristorante o della trattoria: l’Osteria del tempo perso con il suo insuperabile caciocavallo, il Porta Nuova sulla terrazza di un’antica torre dal panorama grandioso, o l’Osteria Cantone che propone il tortino di grano, il capretto in coccio e paste e pesci di grande qualità.

Grottaglie

cosa-vedere-a-grottaglieSpostando l’itinerario verso Sud-Ovest per raggiungere l’agro tarantino, a pochi chilometri da Martina, si incontra l’abitato di Grottaglie e quello di Francavilla.
Si andrà tra ricchi vigneti e secolari uliveti mentre sul primo gradino delle Murge, si scorgerà l’abitato di Grottaglie, grosso centro vitivinicolo, ma assai più famoso per la fabbricazione artigianale delle ceramiche.
Deve il suo nome alle numerose grotte presso cui trovarono rifugio i primi abitanti intorno al secolo X°. Degni di attenzione alcuni edifici medievali e barocchio come la Chiesa Matrice del secolo XI°, caratterizzata da una pittoresca cupola a mattonelle policrome posta su un alto tamburo; la chiesa del Carmine, in cui è conservato un Presepe scolpito nel 1530 da Stefano da Putignano e il Castello Episcopio. Ma l’attrazione maggiore della città è data dal Museo della Ceramica; l’esposizione è dedicata ai manufatti che, da secoli l’attività economica più rilevante della città. Dietro al Castello si snoda il quartiere delle fabbriche di ceramica. La lavorazione avviene ancora con metodi artigiani tradizionali. Non bisogna dimenticare il Museo didattico delle Maioliche, che conserva oggetti in ceramica di produzione locale realizzati dal Medioevo ai giorni nostri. Assai interessante la visita alle gravine Foranese e Casalpicciolo.
Da Grottaglie dopo circa 36 km, si giunge a Francavilla Fontana: cittadina barocca ad impianto urbanistico regolare con vie rettilinee.

 

 

Francavilla Fontana

cosa-vedere-a-francavilla-fontanaFondata agli inizi del secolo XIV° su iniziativa di Filippo Primo d’Angiò, ricorda nel nome la dedica alla Madonna della Fontana. Al nome iniziale di Villa di San Salvatore, si aggiunse l’aggettivo Franca in virtù dei privilegi concessi dal Principe; solo nel 1864 divenne Francavilla Fontana.
Oltre al palazzo imperiale dalla struttura fortificata, sarà opportuno visitare il borgo, caratteristico per gli edifici di tipo rinascimentale e barocco. Tra questi da ricordare palazzo Pepe, Bottari, Giannuzzi, palazzo Cotogno e palazzo Bianco in stile Rococò. La visita non potrà tralasciare la Chiesa Matrice, la chiesa del Carmine, la chiesa di Santa Maria della Croce, ed infine il Duomo.
A pochi chilometri dall’abitato a Specchia Miano, ci si imbatte in uno strano monumento funerario di grandiose ed insolite dimensioni, risalente all’età messapica.
Si potrà sostare in mezzo alle campagne, accolti da moderne strutture agroturistiche e ristorarsi golosamente con piatti tipici del territorio ed i vini pregiati come il Primitivo di Manduria.
La passeggiata al Castello di Oria e la relativa visita, coroneranno l’escursione in questo territorio.

Ceglie Messapica

ceglie-messapica-cosa-vedereAdagiata beatamente su di un colle, l’antichissimo borgo salentino domina in altezza un po’ tutta l’area . E’ stata la stessa posizione strategica a favorirne la crescita nel corso dei secoli, consentendo alla città di divenire un importante centro di dominio.
Collocata a metà strada tra Martina Franca e Francavilla Fontana, Ceglie Messapica merita una visita di almeno una mattinata, in modo da poterne apprezzare le principali bellezze storico-artistiche. La passeggiata non potrà che cominciare dall’accogliente Piazza Vecchia, luogo in cui, nel passato, si raccoglievano le principali attività lavorative. Quindi proseguirà verso il Palazzo Allegretti, al cui piano terra si potrà far visita alla bellissima biblioteca di proprietà comunale. Risalendo il cammino dalle viuzze del centro si incontrerà prima la splendida chiesa di San Rocco, risalente al 1595 e poi il Palazzo Ducale, dimora delle famiglie nobili che nel tempo hanno governato il borgo.

 

Lecce

cosa-vedere-a-lecceUn capitolo a parte riguarda la città salentina: terra della pietra e della fantasia barocca, una terra dal cuore romano passata dalla grandiosità rinascimentale alla leggerezza fastosa dell’arte settecentesca. Naturalmente sarà opportuno stabilire all’inizio della visita, quale aspetto della città voler conoscere e quindi dedicare in giusto tempo.
E’ Lecce una città da vivere intensamente passando attraverso la sua cultura e le antiche tradizioni, visitando i siti archeologici e i palazzi come se si trattasse di un museo a cielo aperto, e come se le numerose piazze e le chiese fossero gli elementi e le quinte di un affascinante teatro. Vetrine e boutique incanteranno il visitatore, mentre al cucina tradizionale farà sfoggio di tutte le sue prelibatezza; e chi avrà assaggiato il rustico, il calzone fritto, le pucce e i sublimi pasticciotti non potrà che portare con sé la più profonda nostalgia.

 

 

 

Matera

cosa-vedere-a-materaRispetto alla posizione centrale occupata dai trulli, la città di Matera dista circa un’ora di auto. E varrebbe certamente la scelta di questa meta, sebbene un po’ decentrata rispetto la Valle D’Itria. Imponente città dalle origini antichissime, si erge tra le due fosse carsiche che la delimitano: il Sasso Baresano a Sud, più gentile ed accogliente quasi un vivente presepio, e il Sasso Caveoso, aspro e selvaggio.
Matera è un centro pieno di creatività, di iniziative culturali che vanno dalla musica al teatro, alle arti visive e museali fino all’interesse scientifico: è sede del più grande osservatorio geospaziale del Sud, ed a ragione è stata eletta patrimonio dell’UNESCO, e da poco ha vinto il titolo di Capitale d’Italia per la cultura.